Andrew Collins in Beneath the Pyramids del 2009 racconta dell’incredibile sistema di gallerie naturali che attraversano il sottosuolo dell’altopiano di Giza.
Secondo l’autore l’accesso a questo complicato reticolo si troverebbe a ovest della Grande Piramide, una zona dell’altopiano che figurava in una sovrapposizione cielo terra con le stelle della costellazione del Cigno o Croce del Nord, in corrispondenza della cosiddetta Tomba degli Uccelli, un sepolcro quasi dimenticato da lui riscoperto assieme al ricercatore Nigel Skinner-Simpson.
Questo vasto mondo sotterraneo fa naturalmente il verso al «regno infernale delle tenebre chiamato Duat, custodito da demoni e serpenti», un percorso che lo spirito del faraone doveva percorrere per rinascere e raggiungere un aldilà tra le stelle.
Collins racconta che «I viaggiatori arabi registrarono storie […] in seguito a conversazioni con sacerdoti e monaci cristiani copti come eredi della saggezza dimenticata dell’antico Egitto. Queste storie raccontavano di passaggi sotterranei creati sotto la Grande Piramide da un re leggendario di nome Saurid per preservare la conoscenza delle arti e delle scienze della sua razza prima di un cataclisma che coinvolgeva il fuoco dal cielo e un successivo diluvio».
Ripensando però alla sua teoria di correlazione tra le piramidi di Giza e le stelle della costellazione del Cigno, Collins si accorge che la stella più brillante, Deneb, era rimasta senza un indicatore corrispondente sul terreno. Poteva quindi associarsi a qualcosa di sconosciuto e sotterraneo, forse la stessa “Sala dei Registri”, cioè il mondo sotterraneo di Giza indicato dal sensitivo Edgar Cayce nel 1925 nei pressi della Grande Piramide e della Sfinge.
L’autore si sofferma su una leggenda raccontatagli da un guardiano di tombe arabo incontrato nei pressi della Tomba degli Uccelli: «Era anziano, non parlava inglese ed è improbabile che sia stato influenzato dai visitatori new age dell’altopiano. Conosceva la tomba, ma rifiuta di punto in bianco di entrare nelle grotte. Alla domanda sul perché, l’uomo, che indossava un velo e la tradizionale galabeya, ha detto che erano la dimora di un serpente gigante chiamato el-Hanash. Apparentemente, è lungo “nove metri (30 piedi)” e chiunque tenti di entrare in el-kahf (in arabo “la grotta”) sarà schiacciato a morte nelle sue potenti spire».
Collins riconosce che si tratta solamente di una favola, ma ciò non toglie che sembra riecheggiare l’antichissima credenza che «serpenti di grandi dimensioni abitassero gli inferi Duat, una tradizione che persistette in epoca romana con la credenza che sotto la Grande Piramide riposasse un dio sotto forma di un enorme serpente chiamato Agathodaimon, lo “spirito buono”. In seguito ho appreso di più sul misterioso el-Hanash. Una storia raccontatami da un artigiano locale a Nazlet el-Samman, il villaggio delle Piramidi, raccontava come questo serpente del mondo sotterraneo protegge l’ingresso della “Sala degli archivi”. Sputerà veleno in faccia e accecherà chiunque tenti di rubare il grande “diamante” che protegge».
Rifacendosi in parte alle ricerche di Collins, il ricercatore Richard Gabriel ha ipotizzato che le grotte sotto la piana di Giza possano corrispondere al regno di Agathodaimon, il demiurgo gnostico e successivamente sabeo, che creò il mondo fisico.
Collins annota che «ci sono alcune prove che [Agathodaimon] fosse adorato sotto forma di serpente gigante in Egitto durante il periodo greco-romano (è mostrato in rilievo come guardiano del serpente all’ingresso delle catacombe Kom El Shoqafa ad Alessandria). Ci sono leggende secondo cui Agathodaimon e suo figlio Hermes giacciono sepolti dentro o sotto una piramide a Giza. La mia ricerca ha indicato che Agathodaimon era associato alla Grande Piramide e la tomba di Hermes nelle caverne con la Seconda Piramide».
Ed ecco che magicamente, è proprio il caso di dirlo, tutto pare convergere, con il tradizionale pellegrinaggio dei Sabei di Harran sulla piana di Giza, dov’erano collocati i sepolcri di Hermes e Agathodaimon.
Matteo Passeri, pur non citando una fonte verificabile, scrive in un articolo che i sacerdoti di Harran si recavano in pellegrinaggio presso la Grande piramide di Giza, in coincidenza con il solstizio invernale: «Qualcuno spiega il viaggio con riferimento al culto cosmogonico che avrebbe influenzato anche la costruzione della grande piramide, altri ritengono che si trattasse di un pellegrinaggio verso il luogo di sepoltura di Hermes (Thot), che i Sabei di Harran dichiararono essere loro profeta». Tuttavia, anche Antonio Delisa, un insegnante di Storia e Filosofia, si esprime più o meno alla stessa maniera: «Vi sono testimonianze di un loro abituale pellegrinaggio alle piramidi d’Egitto, ove erano le tombe di Hermes e Agathodaimon».
A sciogliere gli ultimi dubbi che nutrivo ci ha pensato Nuccio D’Anna che, rifacendosi alle opere degli egittologi Philippe Derchain e François Daumas, scrive di come «si tramandava persino che l’ampia comunità di ermetisti operanti ad Harran che, fra l’altro, si consideravano anche i continuatori di dottrine risalenti a forme sapienziali antico-egizie, usavano compiere pellegrinaggi annuali in alcuni santuari eretti nei pressi delle Piramidi d’Egitto attorno alle tombe attribuite, ancora, ad Hermes ed Agathodaimon».
Agathodaimon era considerato dai Sabei un loro profeta e, come annota ancora D’Anna riprendendo stavolta gli studi del filosofo neoplatonico Simplicio vissuto nel VI secolo d.C., era considerato dagli harraniani il maestro di Hermes e la personificazione dell’Intelletto Divino che ha rivelato il loro particolare patrimonio simbolico.
Non so davvero cosa possa contenere questa camera segreta che ormai da decenni, un po’ tutti, stanno vanamente cercando sulla piana di Giza. E forse non tutte le informazioni rilasciate finora sono state completamente genuine, poiché è in corso da tempo una subdola lotta per assicurarsi il merito di una scoperta che sarebbe certamente sconvolgente.
La scoperta dei libri segreti del dio Thot (se proprio di libri dobbiamo parlare), protetti verosimilmente da una specie di “serpente”, potrebbe svelare una volta per tutte anche il mistero degli Antichi astronauti.
Hai letto un estratto da Antichi astronauti (Cerchio della Luna Editore, 2022).